domenica 22 marzo 2015

curiosità

COSE DA SAPERE QUANDO SI MANGIA UNA PIZZA SURGELATA

 La prima è che, paradossalmente non tutte quelle presenti nel banco dei surgelati sono prodotte nel nostro Paese: "La normativa corrente non prevede l’obbligo di indicare il Paese dello stabilimento di produzione, in quanto può bastare un generico 'Made in UE': per sapere se la pizza è realizzata in Italia, bisogna fare più attenzione al retro della confezione", spiega Roncadin.
Altro consiglio è di leggere con attenzione la lista degli ingredienti:"Più corta è meglio è –prosegue sempre Roncadin–. Al di là della farcitura, la pizza è un alimento semplice e fatto di ingredienti basilari: farina, acqua, pomodoro, olio, sale e soprattutto, poco lievito. Roncadin sceglie lievitazioni lunghe, che vanno da 5 a 24 ore, con una percentuale di lievito inferiore all’1%».
Terzo elemento da considerare è che una buona pizza, sia artigianale sia industriale, non deve far venire troppa sete, indice di una quantità eccessiva di lievito: «Se si mangia la pizza di sera e ci si alza la notte per bere, può voler dire che la quantità di lievito nell’impasto era troppo elevata» afferma Dario Roncadin.
Quarto: a fare la differenza è la qualità dei singoli ingredienti e per scoprire meglio le caratteristiche del prodotto è sempre necessario leggere bene l’etichetta. "Ad esempio, è possibile avere qualche informazione sull’olio –suggerisce Dario Roncadin –: quello di oliva è da preferire, quello di palma è di qualità bassa. Per quanto riguarda l’acqua, Roncadin ha scelto di utilizzare solo quella del bacino idrico delle vicine Dolomiti Friulane, mentre la salsa di pomodoro è tutta derivata da pomodori italiani".
Quinto elemento da tenere in considerazione, lo spessore della base della pizza è una delle differenze principali tra la pizza del banco surgelati e quella del pizzaiolo, ma anche in questo caso si possono trovare dei prodotti che si avvicinano a quelli artigianali. Il segreto sta nella tecnica utilizzata: «Le pizze surgelate risultano di solito un po’ più spesse rispetto a quelle fatte a mano, in quanto il processo industriale abituale prevede che la pasta passi tra due rulli e, in questo modo, non si riesce a renderla molto sottile –spiega Dario Roncadin–. La pizza Roncadin fa eccezione, grazie al nostro brevetto di pressatura a caldo che consente di “schiacciare” la pasta senza tirarla, facendo diventare la base sottile come quella della pizzeria ».
Sesto, considerare il metodo di cottura: il forno a legna è sempre preferibile perché consente di tenere sotto controllo l’umidità dell’impasto e di renderlo più croccante. L’attenzione alla sicurezza dei materiali e delle attrezzature deve essere massima: «Alla Roncadin –spiega sempre l’amministratore delegato– disponiamo di due forni a legna in cui cuociamo le pizze, utilizzando legno di faggio certificato per uso alimentare. Dopo ogni cottura le spazzole puliscono il piano, che è in pietra refrattaria, da eventuali residui di pomodoro. I controlli sono rigorosi e dalle analisi non risulta la presenza di idrocarburi nei nostri prodotti».
Infine il settimo “segreto” riguarda il topping più amato, la mozzarella: «Abitualmente si cuoce la pizza completa e poi si surgela, così quando a casa si rimette in forno, diventa gommosa e perde nel gusto. Per questo la nostra mozzarella è aggiunta solo dopo la cottura, così che si cuoce solo una volta, come succede per la pizza artigianale» conclude.
Io non ho mai mangiato una pizza surgelata (forse una volta) ma direi che se hai l'occasione di farla in casa non andare a comprare quella già fatta al supermercato ma usa le tue mani e vedrai che verrà una meraviglia<3 -rebe

giovedì 19 marzo 2015

Salve a tutti io sono Nicole e faccio parte di questo gruppo.
Nel mio DNA, molto probabilmente, mia madre mi ha trasmesso qualche "ingrediente" della vera pizza NAPOLETANA, visto che lei è NAPOLETANA.
Io adoro la pizza margherita, ma quelle autentiche fatte a Napoli:con mozzarella di bufala, impasto elastico e sottile, ma, credetemi la parte più buona è la crosta soprattutto quando è un pò bruciacchiata.
I ❤️ PIZZA

martedì 3 marzo 2015

domenica 1 marzo 2015

Ricetta

Ingredienti per l’impasto:

500gr di farina 00
300ml di acqua
1 bustina di lievito
3 cucchiai di olio evo
2 cucchiai di sale
Per il condimento dei lecca lecca:1 bicchiere di passata di pomodoro, sale, mozzarella
Preparazione:
In una ciotola mettete la farina e il lievito mescoliamo, poi aggiungete il sale, l’acqua e l’olio.
Iniziate ad impastare, l’impasto dev’essere bello sodo.
Copritelo e lasciatelo lievitare fino al raddoppio, preparate in un piatto la passata di pomodoro con sale e delle fette di mozzarella. 
Riprendete l’impasto e stendetelo con un mattarello, tagliate con un coltello la pasta formando delle strisce, spennellate  le strisce di pasta di pizza con la passata di pomodoro, copritele di mozzarella e avvolgetele a girelle.
Spennellate anche la superficie di passata di pomodoro e schiacciatele leggermente.
Ponete le girelle sulla teglia rivestita di carta forno. Riscaldate il forno a 160° cuocere per 10 minuti.  Prima di servirle infilatele su un bastoncino per spiedini.

mercoledì 11 febbraio 2015

Curiosità

Esistono ormai tantissimi "gusti" di pizza, i classici li abbiamo assaggiati tutti, ma ce n'è uno un po' difficile da assaggiare, perché non è alla portata di tutte le "tasche". Si chiama Luigi XIII ed è la pizza più cara del mondo, costa 8.300 euro, è cucinata e creata dal pizzaiolo di Agropoli Renato Viola ed è molto particolare: ha 20 cm di diametro, l'impasto è lievitato 72 ore, viene servita a domicilio dal pizzaiolo con stoviglie da collezione, ma, cosa più importante è condita con mozzarella di bufala dop, gamberoni, sale rosa australiano, pregiatissimo caviale e aragosta. La mangereste?    -Sonia
 Esistono ormai tantissimi “gusti” di pizza, i classici li abbiamo assaggiati tutti, ma ce n’è uno un po’ difficile da assaggiare, perchè non alla portata di tutte le “tasche“. Si chiama Luigi XIII ed è la pizza più cara del mondo, costa 8.300 euro, è cucinata e creata dal pizzaiolo di Agropoli Renato Viola ed è molto particolare: ha 20 cm di diametro, l’impasto è lievitato 72 ore, viene servita a domicilio dal pizzaiolo, un sommelier e uno chef con stoviglie da collezione, ma, cosa più importante è condita con mozzarella di bufala dopgamberonisale rosa australiano, pregiatissimo caviale e aragosta. Ovviamente non può mancare lo champagne. La mangereste?

giovedì 5 febbraio 2015

Curiosità

Ecco le teorie sulla personalità in base al modo di mangiare la pizza:

1) la mangi con le mani, sbrodolando sul piatto e sui pantaloni tutto il condimento? Sei un tipo rilassato, che non si preoccupa del giudizio altrui.
2) Hai l'accortezza di piegare la pizza in due per evitare il disastroso crollo della mozzarella? Per te mangiare è una questione di sopravvivenza, non certo una occupazione importante.
3) Usi coltello e forchetta? Sei un tipo scrupoloso, preciso, che ama l'ordine.

 Io sono l' 1 ma riesco a non sporcarmi ;). Tu che mangiatore di pizza sei?   -gre

Curiosità

1) Dan Janssen, falegname del Maryland, da 25 anni mangia soltanto pizza margherita!  Senza alcuna considerazione per i rischi medici associati per una alimentazione così povera di principi nutritivi, Dan ha adottato questa dieta da quando aveva 15 anni.

 2)Il 4 agosto 2014 il giapponese Takeru Kobayashi ha stabilito in nuovo record a "let'em eat", la più grande gara di mangiatori di pizza del Canada, mangiando 62 spicchi di pizza in 12 minuti.

3)La più grande pizza del mondo ha un diametro di 40,09 metri.


                        (chissà quanto tempo ci hanno messo a mangiare quella pizza!!!)-rebe
                                               

martedì 3 febbraio 2015

mi presento

 Mi presento, io sono Sonia e faccio parte del blog PIZZAFANS. Abito su un vulcano e quando erutta  scendo giù per il versante con lo slittino. Il pomeriggio mi piace rubare i carrelli del Conad, metterci un razzo e andare in giro a 200km orari. Per tornare a casa, invece, salgo sul cassone dell' ape di mio padre. (ovviamente queste cose non sono vere ma sono fatte per strappare un  sorriso alla gente) ;) -sonia

mi presento

Mi presento, io sono Gre e faccio parte della 2°B. Faccio ginnastica ritmica a livello agonistico. Ho una cagnolina (razza bouledogue francese) di nome Heidi che ha quasi 7 anni. La mia pizza preferita è la margherita (lo so, vado sul classico).

Curiosità

Chi di voi non si è mai chiesto l'origine di questa pietanza semplice ma gustosa, fatta a sollecitare naso, palato ed occhi e gradita a nobili e plebe. kl

-voglio raccontarvi la leggenda che ha come protagonista Totò Sapore, umile quanto valente cuoco della corte dei Borboni di Napoli.
Totò era apprezzatissimo per la sua cucina, veniva chiamato in causa ogni volta che il re riceveva nobili ed ambasciatori e si dice che più di una volta un piatto di Totò abbia evitato una guerra.
Un bel giorno, o brutto se vogliamo, un nobile trovò un capello nella minestra e Totò fu sbattuto nelle buie e fredde prigioni di Castel dell'Ovo.
Dalle sbarre il sole arrivava appena e Totò non ne poteva più. Così pensò ad un modo per evadere!
Chiese alle guardie di portargli gli ingredienti per una torta che voleva loro regalare e si dice che un amico gli fece giungere del sonnifero. Al primo morso le guardie crollarono addormentate e Totò scappò, trovando rifugio presso alcuni amici, ai quali, in cambio dell'ospitalità, preparava deliziosi banchetti. Proprio la sua bravura lo tradì, perché un conte che passava presso il suo rifugio riconobbe l'inconfondibile odore del ragù di Totò e lo fece arrestare immediatamente.
Il re stavolta lo condannò a morte, ma Totò gli propose una scommessa. Disse che avrebbe preparato un piatto che non era né un primo, né un secondo, né di carne, né di pesce, con i colori e i profumi del cielo e della terra. Se il piatto fosse piaciuto, egli sarebbe stato libero, altrimenti avrebbe accettato la sua condanna.
Il re accettò e invitò a corte tutta la nobiltà partenopea per assistere all'esecuzione del cuoco. Totò preparò centinaia di quei piatti e i nobili sembravano non saziarsene mai, al punto che il re dovette ammettere di aver perso la scommessa. Totò era libero, ma soprattutto era nata la pizza.-

Spero di esservi stata d'aiuto -rebe 

domenica 1 febbraio 2015

mi presento

Mi presento, io sono Rebe e faccio appunto parte del blog PIZZAFANS. La mia pizza preferita è quella con le patatine fritte, no, la margherita, no, quella con il salame aaaaaaaa mi piacciono tutte! Gioco a pallavolo, mi piace uscire con le amiche e mettermi lo smalto, ma purtroppo sono prigioniera di una certa struttura chiamata "SCUOLA SECONDARIA" e quindi non ho molto tempo per fare queste cose. Questa sono io <3

annunci

-Tra quattro giorni PAGELLE!!! :o -

Ricetta


  1.             PIZZA DOLCE ALLA FRUTTA


  2. Ingredienti

    Ricetta e preparazione

    Per preparare la base della pizza dividete il  tiepido in due ciotole. Nella prima, aggiungete il  e il lievito, mentre, nella seconda, unite il  grosso. Mescolate bene entrambi i composti e poi, in una ciotola a parte, versate la  e la scorza grattugiata di un . A questo punto, amalgamate il  (entrambe le ciotole) al composto di  . Iniziate a lavorare il tutto con le mani per poi trasferire l’impasto su di una spianatoia infarinata. Proseguite fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo con il quale ricavate una sorta di palla. Coprite l’impasto con la pellicola trasparente e fatelo riposare per almeno 3 ore a temperatura ambiente.
    e aggiungete un filo d’
  3. 2 Una volta lievitato, stendete l’impasto della pizza conferendogli uno spessore di circa 1 cm e un diametro sufficiente per rivestire una teglia di 34 cm di diametro rivestita con la carta forno. A questo punto, bucherellate la base del dolce con una forchetta e fatela cuocere inforno già caldo a 180° per circa 20-25 minuti. Nel frattempo, lavate e tagliate bene tutta la frutta di stagione che avete deciso di utilizzare. Una volta cotta la base, estraetela dal forno, lasciatela intiepidire per bene e cospargetela con una  di frutta. Infine, disponete accuratamente tutta la frutta e conservate la pizza dolce in frigorifero fino al momento di servirla.